Il Giorno: "Era un pallone francese"
Edizione successiva del quotidiano Il Giorno, 18 luglio 1971: la spiegazione ufficiale del CNES francese chiarì il caso del giorno precedente.
L'edizione del 18 luglio 1971
Domenica 18 luglio, Il Giorno tornò sull'avvistamento di Milano con un secondo pezzo, firmato come il precedente da Roberto Sangiorgi, ospitato nella stessa pagina cronaca.
Il pezzo riportava la dichiarazione ufficiale del CNES (Centre National d'Études Spatiales) francese, secondo cui un pallone stratosferico era stato lanciato la mattina del 16 luglio dalla base di Aire-sur-l'Adour, nei Pirenei, con destinazione la pianura padana per esperimenti di astronomia infrarossa.
I dettagli del pallone
Il pallone, del tipo open-balloon zero pressure, aveva un volume di 100.000 metri cubi e portava un carico di 200 kg di strumenti. Quota di crociera 35-37 km, dimensione apparente da terra circa 30 secondi d'arco (equivalente a un disco di 30 metri visto da 200 km di distanza).
Alle 22:45 del 16 luglio, il pallone si trovava sopra la pianura padana, a circa 200 km a sud-est di Milano. La sua quota lo manteneva ancora illuminato dal sole, che sotto l'orizzonte di Milano era già tramontato da circa 90 minuti. Da qui la luminosità arancione (luce rossa filtrata dall'atmosfera radente) e l'apparente immobilità (moto angolare di pochi gradi all'ora).
Il commento dei testimoni
L'articolo includeva la dichiarazione di Mario Bertoletti (lo stesso citato nel primo articolo): 'Conosco i palloni meteorologici, ma quello era diverso. Tuttavia, se i francesi confermano che era un pallone stratosferico ad alta quota, ne accetto la spiegazione.'
La maggior parte dei testimoni accettò la spiegazione. Una minoranza restò convinta della 'natura inspiegabile' dell'oggetto.
Cosa resta del caso
Il caso Milano del 16 luglio 1971 è oggi considerato risolto: pallone stratosferico francese illuminato dal sole. È un esempio interessante perché copre tutti i livelli del fenomeno: avvistamento di massa, copertura mediatica massiccia, ipotesi alternative, e finalmente spiegazione documentata. Nessun altro caso italiano ha questa qualità di chiusura giornalistica.
Il fatto che il quotidiano abbia pubblicato sia l'avvistamento sia la sua spiegazione, in numeri consecutivi, è anche un esempio di buon giornalismo scientifico per gli standard dell'epoca.