Classificazione dei fenomeni aerei non identificati
Tre scale di classificazione (Hynek, Vallée, Hendry) hanno provato a dare un ordinamento alla casistica UFO. Cosa coprono, cosa lasciano fuori, e perché serve una metodologia.
Perché classificare
Senza una scala condivisa, ogni avvistamento viene descritto con linguaggio diverso, e la casistica diventa incomparabile. La classificazione serve a normalizzare la descrizione, non a spiegare il fenomeno: è uno strumento descrittivo, non interpretativo.
La scala di Hynek (1972)
Josef Allen Hynek, astronomo dell'Ohio State University ed ex consulente del Project Blue Book della USAF, propose nel 1972 (libro The UFO Experience: A Scientific Inquiry) la prima classificazione formale.
La scala distingue i casi a distanza (osservazione lontana) da quelli ravvicinati (close encounter, entro 150 metri):
A distanza: NL (Nocturnal Light), DD (Daylight Disc), RV (Radar/Visual).
Ravvicinati: CE1 (osservazione senza interazione), CE2 (con effetti fisici sul terreno o sui veicoli), CE3 (con osservazione di entità).
La scala è stata adottata come standard de facto per oltre quarant'anni nella ricerca civile.
L'estensione di Vallée (1990)
Jacques Vallée, informatico francese e ricercatore associato al Center for UFO Studies, propose negli anni Novanta un'estensione che aggiungeva CE4 (presunto rapimento) e categorizzava la natura dell'incontro su sei dimensioni: visibile, fisico, comportamentale, fisiologico, psichico, mediatico.
L'idea di Vallée era che un caso si descrive non con un singolo numero, ma con un vettore. Ad esempio Polcanto sarebbe FE-CE3 con dimensione fisica e comportamentale forti, dimensione psichica nulla.
Il sistema di Hendry (1979)
Allan Hendry, ricercatore del Center for UFO Studies, pubblicò The UFO Handbook dove proponeva una scala diversa basata sulla qualità dell'evidenza, non sulla descrizione del fenomeno. Categorie da H1 (testimone solo) a H5 (caso con riscontro radar, fotografico, fisico e multipli testimoni indipendenti).
L'approccio di Hendry è meno usato nella casistica corrente ma è utile per filtrare i casi degni di studio: la maggior parte dei casi 'celebri' del pubblico non supera H2, mentre i casi H4-H5 sono pochi ma molto solidi.
Cosa nessuna scala copre
Le scale descrivono il fenomeno percepito, non spiegano la causa. Un CE1 può essere un pallone meteorologico mal identificato, un drone, un fenomeno atmosferico raro o un velivolo non noto. La classificazione di un caso come CE3 non implica che si sia verificato un incontro con extraterrestri: descrive solo cosa il testimone ha riferito.
Inoltre, nessuna delle scale prende in considerazione bias del testimone, condizioni di luce, distanza esatta. Per quello servono protocolli di interrogazione standardizzati, ad oggi adottati in modo disomogeneo.