Gli UFO visti dagli astronauti
Le testimonianze rese pubbliche da astronauti americani e sovietici, dalla missione Mercury fino allo Shuttle: cosa hanno detto, in che contesto, e quanto è stato confermato.
Le prime dichiarazioni: programma Mercury e Gemini
Gordon Cooper, pilota del Mercury-Atlas 9 (1963), ha dichiarato in più interviste di aver visto un oggetto luminoso non identificato durante l'orbita. La traccia radar venne registrata da una stazione di tracciamento in Australia, ma le immagini riprese dalla telecamera di bordo non sono mai state rese pubbliche dalla NASA.
James McDivitt, comandante del Gemini 4 (1965), riferì un avvistamento ravvicinato sopra le Hawaii: un oggetto cilindrico con bracci sporgenti che fotografò due volte. Le immagini furono successivamente attribuite dalla NASA al booster del razzo Titan II, ma la spiegazione non convinse parte della comunità scientifica.
Buzz Aldrin e Apollo 11
Buzz Aldrin, secondo uomo a camminare sulla Luna, ha confermato in un'intervista del 2014 al Science Channel di aver osservato un oggetto luminoso che si muoveva parallelamente al modulo di comando durante il viaggio verso la Luna. Aldrin ha specificato che probabilmente si trattava di uno dei quattro pannelli che si erano staccati dopo la separazione dal Saturn V, ma all'epoca l'episodio fu omesso dalle comunicazioni ufficiali per non allarmare il pubblico.
Avevamo deciso di non parlare con il pubblico via radio di quell'oggetto sconosciuto, perché eravamo coscienti che la storia avrebbe potuto sviluppare risvolti incontrollabili.
L'episodio è documentato nelle trascrizioni declassificate dei colloqui tra equipaggio e Houston (Apollo 11 Air-to-Ground Voice Transcription, NASA 1969).
Story Musgrave e i programmi Shuttle
Story Musgrave, veterano di sei missioni Shuttle, ha discusso pubblicamente di osservazioni anomale durante alcune delle sue orbite. In una conferenza del 2010 ha distinto tra fenomeni atmosferici noti (sprite, jet blu, fulmini globulari) e oggetti la cui natura, secondo lui, non era classificabile. Musgrave non ha mai parlato di astronavi extraterrestri: la sua posizione è quella di chi ha registrato fenomeni e ne attende una spiegazione.
Cosmonauti sovietici
Pavel Popovich (Vostok 4) e Vladimir Kovalyonok (Salyut 6) hanno riferito a loro volta avvistamenti durante missioni in orbita bassa. Le testimonianze sovietiche sono in genere meno documentate di quelle americane perché il programma spaziale era classificato in misura maggiore, ma Kovalyonok descrisse nel 1981 un oggetto sferico che si scinse in due strutture più piccole prima di sparire.
Cosa è effettivamente documentato
La NASA ha rilasciato negli ultimi vent'anni migliaia di filmati STS (Space Transportation System) in cui compaiono frammenti, particelle, riflessi sulla cupola e oggetti di varia natura. La maggior parte si spiega con detriti orbitali, scarichi di acqua, ghiaccio dai serbatoi. Una piccola percentuale resta non identificata, in linea con quanto rapportato dal report ODNI (Office of the Director of National Intelligence) sui Phenomena Aerei Non Identificati pubblicato nel 2021 e aggiornato nel 2023.
Conclusione
Le testimonianze degli astronauti sono interessanti per due motivi: provengono da osservatori addestrati, e sono spesso supportate da registrazioni radar o filmiche indipendenti. La maggior parte degli avvistamenti ha trovato spiegazione tecnica, ma una porzione resta in archivio come 'fenomeno non identificato'. Confondere tutto con incontri extraterrestri è un salto logico che le stesse fonti non hanno mai compiuto.