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Marte: il Volto e la città di Cydonia

Nel 1976 la sonda Viking 1 fotografò una struttura che assomigliava a un volto umano, in una regione di Marte chiamata Cydonia. Cosa si è scoperto in trent'anni di osservazioni successive.

L'immagine del 1976

Il 25 luglio 1976, la sonda Viking 1 della NASA, in orbita marziana, fotografò la regione settentrionale di Cydonia con risoluzione di circa 50 metri per pixel. In una delle immagini (Frame 35A72) appariva una formazione di circa 2 km di lunghezza che richiamava un volto umano stilizzato, con due cavità simmetriche per gli occhi, una sporgenza centrale per il naso, e una bocca.

La NASA pubblicò la foto come curiosità in un comunicato stampa con la didascalia 'huge rock formation … which resembles a human head'. Lo scienziato Tobias Owen, membro del team Viking, fu il primo a notare la formazione.

L'ipotesi di Hoagland

L'ex consulente NASA Richard Hoagland, alla fine degli anni Ottanta, ipotizzò che il Volto fosse una struttura artificiale, parte di un complesso più ampio che includeva 'piramidi' e una 'fortezza'. Hoagland pubblicò il libro The Monuments of Mars nel 1987 e fondò la Mars Anomalies Research Society.

Le sue conclusioni si basavano su misurazioni geometriche delle ombre e su rapporti angolari tra le strutture, che sosteneva non potessero essere casuali. La metodologia fu contestata da diversi astronomi, in particolare Carl Sagan, che ne fece un esempio nel libro Il mondo infestato dai demoni (1995) per illustrare il concetto di pareidolia.

Le immagini ad alta risoluzione

Tra il 1998 e il 2007, tre missioni successive (Mars Global Surveyor, Mars Express, Mars Reconnaissance Orbiter) fotografarono Cydonia con risoluzione progressivamente maggiore.

Le immagini della MOC-NA del Mars Global Surveyor, scattate nel 2001 con risoluzione di 1,5 metri per pixel, mostrano che la struttura è un rilievo eroso, di forma irregolare, senza simmetrie significative. La somiglianza con un volto è dovuta all'angolazione della luce solare nelle foto Viking originali e alla bassa risoluzione, che facevano apparire 'occhi' delle ombre proiettate da depressioni naturali.

La camera HiRISE del Mars Reconnaissance Orbiter, nel 2007, ha confermato l'origine erosiva: si tratta di una mesa, struttura comune nelle regioni settentrionali di Marte, modellata da venti, ghiaccio e vulcanismo nel corso di centinaia di milioni di anni.

Pareidolia

La pareidolia è il fenomeno percettivo per cui il cervello riconosce volti, figure o pattern significativi in stimoli ambigui. È particolarmente evidente con i volti umani, perché il sistema visivo è specializzato nel riconoscerli (regione fusiforme del giro temporale).

Il 'Volto su Marte' è uno dei casi più studiati nella letteratura sulla pareidolia, insieme all'Uomo nella Luna, a Gesù nel toast e alla Madonna nel finestrino.

La 'città' e le altre formazioni

Le 'piramidi' identificate da Hoagland sono in realtà rilievi piramidali naturali, comuni anche sulla Terra (Pyramid Mountain in Canada, Cerro Sajama in Bolivia). Le 'mura' della 'fortezza' sono creste rocciose erose. Nessuna delle strutture mostra segni di lavorazione visibili nelle immagini ad alta risoluzione.

Cosa resta del caso

Il Volto su Marte è oggi un capitolo chiuso dal punto di vista scientifico ma resta un riferimento culturale. La sua storia è utile come esempio di come bassa risoluzione, attese cognitive e pareidolia possano produrre interpretazioni straordinarie da fenomeni geologici ordinari.