Napoli: "clonati i batteri extraterrestri"?
Nel marzo 2011 il Corriere della Sera titolò sulla clonazione presso un'università napoletana di batteri provenienti dal meteorite di Murchison. Cosa c'era di vero, cosa era stato amplificato, cosa era falso.
L'articolo di Corriere
Il 7 marzo 2011 il Corriere della Sera pubblicò un articolo intitolato 'Napoli, clonati i batteri extraterrestri'. La notizia rimbalzò sulle agenzie e su numerosi blog, generando una vera ondata di interesse sui canali tematici.
L'articolo si riferiva al lavoro di un gruppo di ricerca dell'Istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR di Napoli, che aveva pubblicato risultati sull'isolamento di sequenze nucleotidiche da campioni del meteorite di Murchison (caduto in Australia nel 1969).
Il lavoro originale
La ricerca, pubblicata sulla rivista International Journal of Astrobiology, descriveva l'isolamento di acidi nucleici e l'amplificazione di alcune sequenze tramite PCR. Il gruppo aveva sequenziato frammenti che mostravano analogie con DNA di organismi terrestri.
L'interpretazione degli autori era prudente: le sequenze potevano provenire da contaminazione del campione (il meteorite era stato manipolato per quattro decenni in laboratori non sterili) o, ipotesi minoritaria, costituire un substrato preserved da prima della caduta del meteorite.
Cosa NON dicevano i ricercatori
Gli autori non avevano in alcun modo affermato di aver clonato 'batteri extraterrestri'. Il termine 'clonazione' era un'estremizzazione giornalistica: la PCR non è clonazione di organismi, è amplificazione di frammenti di DNA. Né era stata isolata vita aliena: i frammenti corrispondevano a sequenze già note in batteri terrestri.
Il blog scientifico Gravità Zero (gravita-zero.org) commentò nei giorni successivi che si trattava di un esempio classico di amplificazione mediatica: una pubblicazione tecnica, prudente nelle sue conclusioni, era stata trasformata in titolo sensazionalistico.
Il dibattito sulla 'panspermia'
L'ipotesi che molecole organiche complesse o microorganismi possano essere trasportati tra pianeti su meteoriti (panspermia) è una linea di ricerca legittima, sostenuta tra gli altri dall'astronomo Fred Hoyle e oggi da Chandra Wickramasinghe. Resta però un'ipotesi: nessun campione studiato finora contiene microorganismi vivi di origine certamente extraterrestre.
Il meteorite di Murchison contiene amminoacidi (oltre 80 identificati, di cui alcuni non terrestri) e composti organici complessi. La sua composizione è di grande interesse per l'astrobiologia, ma il livello di evidenza per organismi vivi è molto inferiore a quello necessario per supportare l'affermazione 'clonati batteri extraterrestri'.
Cosa si può imparare
Il caso resta utile come esempio del divario tra paper scientifico e titolo di giornale. La verifica della fonte primaria (in questo caso il paper su Int. J. Astrobiology) è il passaggio che separa l'informazione dalla speculazione. Senza quella verifica, lo stesso lavoro era stato presentato come scoperta del secolo da una parte della stampa, e come bufala dall'altra. Era né l'una né l'altra cosa.