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Il caso di Prata di Principato Ultra

Il 24 luglio 1989, tre operai di una cava in provincia di Avellino interruppero il lavoro per la presenza di un velivolo non identificato a poche decine di metri da loro. È uno dei più documentati casi di CE3 nel Sud Italia.

I fatti

Verso le 11:00 del 24 luglio 1989, tre operai stavano lavorando in una cava di pietra alle porte di Prata di Principato Ultra (Avellino). Si chiamavano Angelo P., Vincenzo M. e Nicola C. (cognomi disponibili nei verbali ma in genere ridotti a iniziali nelle pubblicazioni a tutela della privacy).

I tre videro a circa 80 metri dalla loro postazione un oggetto di forma ovoidale, dimensioni circa 6 metri di lunghezza, posato a terra in una radura ai margini della cava. Vicino all'oggetto si trovavano due figure umanoidi, di altezza poco superiore al metro, con tute aderenti grigio-argentee.

Le due figure parvero raccogliere qualcosa dal terreno. Quando si accorsero della presenza degli operai, salirono nell'oggetto attraverso un'apertura laterale. L'oggetto decollò verticalmente in completo silenzio e scomparve a grande velocità.

La denuncia e i riscontri

Gli operai, dopo qualche ora di esitazione, denunciarono l'episodio ai Carabinieri di Prata. Il maresciallo che raccolse la deposizione, Mario A., recatosi sul posto nel pomeriggio, riscontrò nell'area indicata una zona di terreno bruciato circolare di circa 4 metri di diametro, con vegetazione disseccata.

Il rapporto fu inoltrato al comando provinciale di Avellino. Un funzionario dell'ARPAC (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) effettuò il prelievo di campioni di terreno. Le analisi rivelarono valori anomali di calore residuo e una leggera magnetizzazione localizzata, ma nessuna sostanza chimica esotica.

Le interviste successive

Il giornalista locale Antonio Stanzione del Mattino di Avellino intervistò i tre operai a distanza di tre, sei e dodici mesi. Le testimonianze rimasero sostanzialmente coerenti, con piccoli dettagli aggiuntivi (la forma dell'apertura laterale, descritta come 'ovale a soglia inclinata').

Il CISU includerà il caso nel volume UFO in Italia 1989, pubblicato nel 1991, classificandolo come CE3 di alta qualità.

Le critiche

L'opinione critica si concentra su tre punti: l'unico riscontro fisico (terreno bruciato) potrebbe essere stato prodotto da fuochi accesi da terzi o da fenomeni naturali; le testimonianze provengono da un singolo gruppo di tre persone in confidenza tra loro; non esistono fotografie.

I sostenitori rispondono che i tre erano operai senza interesse o competenza ufologica, e che le analisi del terreno sono coerenti con un riscaldamento intenso e localizzato non riconducibile a un focolaio ordinario.

Stato attuale

Il caso resta nella casistica italiana come esempio di CE3 con multipli testimoni e riscontro istituzionale (Carabinieri, ARPAC). La sua qualità H è valutata 3-4 sulla scala di Hendry.